L’utilizzo dei social network da parte del lavoratore e l’importanza di una adeguata policy aziendale

 

Data l’importanza dell’argomento, che resta sempre attuale, si vuole ancora una volta ricordare come i social network (WhatsApp, Facebook, Instagram, LinkedIn e simili) vengano talvolta utilizzati dai lavoratori in modo fin troppo disinvolto.

Nonostante nel corso degli ultimi anni si siano già espressi i Giudici di legittimità – ammonendo severamente i lavoratori – questi si ostinano a riportare contenuti e a riprodurre immagini senza tenere conto delle possibili conseguenze lesive della dignità del datore di lavoro o, peggio ancora, dell’immagine dell’azienda.

La giurisprudenza maggioritaria si è già espressa riconoscendo, nel tempo, la possibilità di sanzionare e persino licenziare per giusta causa il dipendente che pubblichi, ad esempio, sui social media frasi offensive nei confronti dell’azienda e del suo operato o comunque “attacchi” di diverso genere rivolti ai propri colleghi.

Tra le altre, si ricorda la pronuncia della Suprema Corte di Cassazione (Cass. 27 aprile 2018, n. 10280), la quale, ha ritenuto legittimo il licenziamento di una lavoratrice che aveva pubblicato sulla propria bacheca Facebook affermazioni di disprezzo rivolte alla società per la quale prestava la propria attività lavorativa.

A tali orientamenti, si contrappongono isolate pronunce che fanno rientrare, nel diritto di critica, le espressioni o i giudizi pubblicati dal lavoratore (Cass. 10 settembre 2018, n. 21965).

Proprio la complessità nel definire i confini del legittimo esercizio del potere disciplinare (che va contemperato con il diritto di critica del lavoratore) rende fondamentale la predisposizione, da parte del datore di lavoro, di puntuali policy che regolamentano in maniera chiara e certa, sotto il profilo disciplinare, l’utilizzo dei social media da parte del lavoratore, regolando tali attività come vere e proprie istruzioni alla compliance aziendale. Il dettaglio di tali indicazioni deve spingersi, addirittura, a fornire istruzioni utili ad evitare comportamenti che possano ledere il rapporto di fiducia tra lavoratore e azienda.